Multi-Level Votes in a Polarised Climate: The Euroelections in Spain and Greece

di Anna Bosco e Susannah Verney *

For both Greece and Spain, the European elections are just one of four electoral contests taking place this year. Both countries face national, regional and municipal elections as well. While the Spanish general election has been called for 28 April, the date of the Greek national poll is still unknown but must occur by early October. Thus in both countries, there is a complex picture of multi-level votes, with the European elections largely overshadowed by the question of which parties will form the next national government.

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Tra elezioni europee e politiche: gli esempi di Spagna e Grecia

di Anna Bosco e Susannah Verney *

In Spagna e Grecia le elezioni europee sono solo uno dei quattro appuntamenti elettorali del 2019. In tutti e due i paesi, infatti, si terranno anche consultazioni politiche, regionali e municipali. In Spagna le elezioni parlamentari sono state convocate per il 28 aprile, mentre in Grecia la data non è ancora nota, sebbene il calendario elettorale preveda la chiusura della attuale legislatura entro l’inizio di ottobre.

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Perché la politica italiana dovrebbe sprovincializzare le elezioni europee

di Mauro Barisione*

È possibile che il voto per le elezioni europee si stia poco a poco europeizzando e, quindi, de-nazionalizzando? Per andare in questa utile direzione bisognerebbe che gli elettori, ma anche i media e, prima ancora, i politici, iniziassero a ragionare meno nei termini provinciali della politica interna e di più guardando ai rapporti di forza nel futuro parlamento europeo, ai gruppi parlamentari e ai partiti europei, ai loro Spitzenkandidaten (i candidati alla presidenza della Commissione europea) e, soprattutto, ai grandi temi della politica europea.

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L’immigrazione oltre la crisi dei rifugiati. Perché è importante per il futuro dell’Europa

di Tiziana Caponio*

Durante la crisi dei migranti del 2015 in Europa sono arrivate oltre un milione e 800 mila persone. L’80 per cento delle quali ha percorso due corridoi principali: dalle isole dell’Egeo e dalla via di terra che attraversa i paesi balcanici. Le immagini di folle in marcia lungo le strade e quelle di imbarcazioni alla deriva hanno mostrato al mondo un’Europa nel caos di fronte a un esodo imprevisto ed epocale. Ed è in questo scenario che si è affermato il discorso ‘sovranista’ dell’immigrazione zero e di un’Europa fatta di nazioni ermeticamente chiuse.

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