La Brexit, il caos di partiti e governo e la domanda di fondo: “Cosa significa essere inglesi?”

di James Newell*

Lo scorso 22 marzo il Consiglio Europeo aveva ribadito la data del 29 marzo come termine ultimo per approvare l’accordo messo a punto da Theresa May. Se l’accordo fosse stato approvato dal parlamento britannico entro quella data, il paese sarebbe potuto uscire dall’Unione il 22 maggio. In caso contrario si sarebbero aperte due strade. La prima prevedeva per il 12 aprile l’uscita senza accordo. La seconda strada implicava invece la revoca dell’articolo 50, oppure la richiesta di una maggiore disponibilità di tempo. Avendo prevalso quest’ultima opzione, a questo punto – nonostante le convulse trattative di queste ore – non è neppure esclusa la partecipazione del Regno Unito alle elezioni europee in calendario il prossimo 26 maggio.

Continua a leggere

Multi-Level Votes in a Polarised Climate: The Euroelections in Spain and Greece

di Anna Bosco e Susannah Verney *

For both Greece and Spain, the European elections are just one of four electoral contests taking place this year. Both countries face national, regional and municipal elections as well. While the Spanish general election has been called for 28 April, the date of the Greek national poll is still unknown but must occur by early October. Thus in both countries, there is a complex picture of multi-level votes, with the European elections largely overshadowed by the question of which parties will form the next national government.

Continua a leggere

Tra elezioni europee e politiche: gli esempi di Spagna e Grecia

di Anna Bosco e Susannah Verney *

In Spagna e Grecia le elezioni europee sono solo uno dei quattro appuntamenti elettorali del 2019. In tutti e due i paesi, infatti, si terranno anche consultazioni politiche, regionali e municipali. In Spagna le elezioni parlamentari sono state convocate per il 28 aprile, mentre in Grecia la data non è ancora nota, sebbene il calendario elettorale preveda la chiusura della attuale legislatura entro l’inizio di ottobre.

Continua a leggere

Perché la politica italiana dovrebbe sprovincializzare le elezioni europee

di Mauro Barisione*

È possibile che il voto per le elezioni europee si stia poco a poco europeizzando e, quindi, de-nazionalizzando? Per andare in questa utile direzione bisognerebbe che gli elettori, ma anche i media e, prima ancora, i politici, iniziassero a ragionare meno nei termini provinciali della politica interna e di più guardando ai rapporti di forza nel futuro parlamento europeo, ai gruppi parlamentari e ai partiti europei, ai loro Spitzenkandidaten (i candidati alla presidenza della Commissione europea) e, soprattutto, ai grandi temi della politica europea.

Continua a leggere

L’immigrazione oltre la crisi dei rifugiati. Perché è importante per il futuro dell’Europa

di Tiziana Caponio*

Durante la crisi dei migranti del 2015 in Europa sono arrivate oltre un milione e 800 mila persone. L’80 per cento delle quali ha percorso due corridoi principali: dalle isole dell’Egeo e dalla via di terra che attraversa i paesi balcanici. Le immagini di folle in marcia lungo le strade e quelle di imbarcazioni alla deriva hanno mostrato al mondo un’Europa nel caos di fronte a un esodo imprevisto ed epocale. Ed è in questo scenario che si è affermato il discorso ‘sovranista’ dell’immigrazione zero e di un’Europa fatta di nazioni ermeticamente chiuse.

Continua a leggere

Da europeisti a euroscettici: così gli italiani si preparano al voto europeo

di Fabio Serricchio*

Le elezioni europee del prossimo maggio avranno al centro dell’agenda un tema importante: l’Europa. A quanti non riescano a trattenere un moto di ilarità, pensando ad una considerazione lapalissiana, va subito rivolta l’avvertenza che la questione non è poi così scontata. O almeno così non è stata finora, considerando che in passato le elezioni europee si sono praticamente sempre giocate su dinamiche squisitamente nazionali.

Continua a leggere

I tre motivi per cui bisogna guardare al voto europeo con attenzione

di Simona Piattoni*

Dal 23 al 26 maggio si svolgeranno le elezioni del Parlamento europeo. Le incertezze che circondano questo appuntamento ne fanno un evento particolarmente atteso, sia per le ripercussioni che avrà sugli equilibri istituzionali della Ue sia per l’impatto che avrà sulle politiche comunitarie del prossimo decennio. Dal risultato delle elezioni dipenderà infatti anche l’elezione del Presidente della Commissione Europea, che avverrà in novembre, e, più indirettamente e forse anche per compensazione, la nomina del nuovo Presidente della Banca Centrale Europea

Continua a leggere